Le località di Fregane e Focene hanno avuto nel corso del Novecento un grande sviluppo turistico. I due borghi sono sorti solo dopo che l’intervento di bonifica aveva reso salubre questo tratto di costa, per secoli acquitrinoso e paludoso ma che, nel caso di Fregane, aveva già ospitato alcune ville romane ed un insediamento medievale.
Focene sorse come villaggio di pescatori negli anni Quaranta del Novecento e si trasformò grazie all’apertura del vicino Aeroporto: oggi si presenta come una graziosa cittadina di mare dal caratteristico aspetto mediterraneo; possiede una bellissima spiaggia di sabbia bianca ed è poco distante dall’oasi naturalistica di Macchiagrande e da un laghetto dove è possibile praticare la pesca sportiva. Nell’entroterra sorge una piccola cappella settecentesca dedicata a Santa Ninfa, ultimo edificio sopravvissuto di un piccolissimo insediamento agricolo ora completamente scomparso.
Fregane è assurta agli onori delle cronache mondane a partire dagli anni Trenta: la costa era già stata resa salubre nel XVII secolo, quando Papa Clemente IX vi fece piantare una pineta che poi, nel 1920, fu proclamata dal re monumento nazionale.
Al inizi del Novecento una società privata rilevò una vasta porzione di pineta dai Rospigliosi e progettò la creazione di una sorta di “villaggio turistico” composto da villette immerse nella pineta, lungomare, impianti sportivi ed ippodromo; la società però falli ed il terreno passò alla Banca d’Italia ed in seguito fu acquisito da una seconda società privata, che cercò di portare a termine, con modifiche ed adeguamenti, l’antico progetto, costruendo alcuni piccoli cottage in legno.
Nel frattempo però molti esponenti dell’aristocrazia romana avevano fatto costruire nella pineta di Fregene delle splendide ville, presto imitati nella loro iniziativa da artisti, uomini politici e personaggi dello spettacolo. Alcuni di questi edifici, ricordati nelle pagine dei rotocalchi, si fanno notare per la loro ampiezza e sontuosità, come Villa dei Pini, divenuta oggi un residence, oppure per le linee moderne ed ardite, come la Villa Perugini, detta anche Casa Albero, o la Villa Moravia, ora ampiamente rimaneggiata: quest’ultimo edificio si trova presso la foce dell’Arrone, in località Villaggio dei Pescatori, un agglomerato di misere casette divenuto, negli anni Cinquanta, rifugio di artisti italiani e stranieri. Nel parco di una bella villa moderna si può ammirare il museo all’Aperto della scultrice Alba Gonzales, dove, oltre alle opere dell’artista, sono esposte sculture di Manzù, Attardi ed altri.
Gli stabilimenti balneari hanno lentamente preso il posto delle capannucce in legno dove venivano custoditi gli effetti personali e le attrezzature “marine” degli ospiti delle grandi ville: i più vecchi ancora visibili risalgono agli anni Quaranta, ma hanno subito numerose modifiche, ristrutturazioni e cambi di proprietà: fra i tanti ricordiamo “La Nave”, contrassegnato dalle due storiche ciminiere, ed il San Marco, oggi “Gilda on the beach”. Fra Focene e fregane si trova la già ricordata Oasi di Macchiagrande, dove il WWF sta svolgendo alcuni progetti di salvaguardia ambientale. Nell’Oasi vengono anche organizzate attività di educazione ambientale.
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